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Inaugura, sabato 8 novembre 2003
alle ore 18:30, la personale di Daniele Girardi dal titolo
X – FARM.
Curata da Gianluca Marziani, la mostra indaga la fauna mutante in
un progetto dove si amalgamano diversi linguaggi nella comune
tensione espressiva.
Come dice Marziani in catalogo: “…alcuni animali appaiono dentro
le piccole opere, simili a quelli che l’esperienza enciclopedica
ci tramanda ma ormai modificati nel loro scheletro d’origine. Non
esiste più la vecchia fattoria che consolava i sogni infantili.
Oggi, nella nuova fattoria scientifica ci stanno loro, animaloidi
muta(n)ti che sgretolano la nostra certezza sul presente…”
L’autore di questa fattoria crea una sorta di laboratorio
scientifico in cui natura reale ed artificiale si combinano tra il
plausibile e l’impensabile. Dal disegno prendono forma le
dissezioni chirurgiche del bestiario in plastica rigida. Avete
presente gli animali in Pvc con cui giocano i bambini? In gran
numero invadono lo studio di Girardi e attendono la loro sorte
bionica. Vengono ricostruiti secondo ibridazioni forti ed
ispirate. Finchè, una volta definiti nel nuovo status, diventano
il soggetto finale del quadro. I quadri sono formelle di piccolo
formato, un preziosismo cesellatorio che stratifica la memoria
della superficie. L’artista arriva al risultato per passaggi
dialoganti. Attraverso il disegno, come già detto, definisce il
senso della visione (e diversi disegni sono presenti nella
mostra). Da qui passa agli animali in plastica (presenti con un
progetto scultoreo in cui gli animali vengono conservati dentro
barattoli da Museo di Storia Naturale). Subito dopo stampa il
risultato scultoreo sopra un foglio di grossa grammatura, creando
una base su cui pittura ed acidi intervengono in fase definitiva.
Il quadro mostra cancellazioni, segni forti, zone che spuntano
come fossero di carne viva. La superficie pulsa tra ravvicinamenti
e fondali magmatici, tra lampi luminosi e dettagli dove la pelle
scarnifica la superficie. Gli acidi tolgono materia, i pigmenti
acrilici aggiungono strati epidermici, sciogliendo le grane in una
mescolanza bilanciata tra zone lucide ed opache. A cui si somma
una resina cerata che immerge l’immagine in una densità ancora
maggiore.
Il progetto X - FARM nasce da una precisa attitudine figurativa,
da un modello stilistico che attraversa gli ambiti solidi della
memoria iconografica. Il fondale diviene un campo acceso di
espressionismi visuali. Arde nella sua epidermide astratta ma
morbidamente vibrante. Rispetto ai precedenti lavori, questa fauna
risulta meno docile, più crudele nelle posture, rabbiosa nei modi,
molto più “umana” nel suo esserci. Gli stessi tagli ed angolazioni
caricano la tensione formale, creando una sospensione filmica
dentro ogni inquadratura. Le opere si dispongono sul muro, secondo
gruppi compositivi in cui le storie si scambiano energie comuni,
catalogando la propria ossessione in un modello dalle apparenze
scientifiche.
Catalogo in galleria con testo critico di Gianluca Marziani
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