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Inaugura, sabato 4 ottobre 2003 alle 18:30, la mostra di DAVIDE
COLTRO dal titolo “Misteri–Paintings_Video_Books”. Il
progetto, sotto la cura di Gianluca Marziani, è stato creato in
relazione con gli spazi della galleria, offrendo così una
dimensione inedita tra i quadri, il video ed un’installazione
scultorea.
Il nodo
centrale verte attorno ai quadri fotografici dal fondo
nero. Qui i corpi si disvelano di schiena, lampi umani che si
mostrano dentro la pece atmosferica. Il luogo indefinibile diviene
un magma oscuro che dissolve le geografie per sottolineare le
individualità. Ecco le persone celare il proprio sguardo,
costringendoci ad inseguire i loro occhi nascosti, i caratteri, le
tensioni segrete che agiscono su noi spettatori e ribadiscono la
nostra capacità emotiva.
Come scrive
Marziani, “I Misteri sono il sintomo delle patologie, reali e
immaginarie, che segnano un’epoca. Mistero è il dubbio sul futuro,
mistero è la complessità su quali memorie selezionare, mistero è
la fisionomia del presente quando passato e futuro incrociano le
proprie tensioni. I Misteri sono la paura del vuoto, l’ansia del
silenzio sociale, il dilemma della solitudine avvolgente. I
Misteri creano il buio. Ma aiutano a camminarci dentro, a scoprire
le porte plausibili della conoscenza”.
Davide Coltro
è interessato ai meccanismi relazionali nel quotidiano, al
bagaglio umano del contesto sociale. Agisce per cicli attorno al
realismo del vissuto metropolitano, lungo un pedinamento che isola
e “sacralizza” la normalità del flusso civile.
Assieme ai
quadri compaiono due progetti inediti. Il primo riguarda un
video dove Marziani e Coltro, seduti su avvolgenti poltrone
rosse, interagiscono in un dialogo serrato dentro atmosfere
estetiche identiche ai quadri. Una conversazione che approfondisce
la mostra, i suoi significati, le ispirazioni che mescolano arte e
vita. Una sorta di catalogo dinamico in forma di opera, a conferma
che parola ed immagine ricalcano particolari sinergie progettuali.
Il secondo
riguarda le prime sculture di Books. Sono mensole in
plexiglas su cui si raccolgono blocchi di quindici volumi. Pezzi
identici a veri libri ma con una particolarità: sono firmati
dall’artista, hanno titoli e marchio inventati dallo stesso,
vengono illustrati in copertina con opere originali di Coltro. E,
soprattutto, non contengono frasi ma una massa uniforme di pagine
nere. Un viaggio ulteriore nel mistero, dentro l’ambiguità
dell’immagine, nell’interstizio in cui si attivano inedite
attitudini relazionali. |